io sono il bambino


Una nebbia lieve e grigia fluttuava sopra la casa, sopra la via. Un bambino stava seduto nel cortile e guardava la luna. Aveva sei anni e io lo amavo.
- Ti amo, gli dissi.
E il bambino mi fissava con uno sguardo severo.
- Bambino, vengo da lontano. Dimmi, perchè guadi la luna?
- Non è una luna . rispose irritato il bambino -, non è la luna, è l'avvenire che io guardo.
- Io vengo da lì - gli dissi dolcemente - ci sono solo campi morti e fangosi.
- Tu menti, menti - gridò il bambino- C'è argento luce, c'è amore. Ci sono giardini pieni di fiori.
- Io vengo da lì - ripetei dolcemente- ci sono solo campi morti e fangosi.
Il bambino mi riconobbe e si mise a piangere.
Erano le sue ultime lacrime calde. anche su di lui cominciò a piovere. La luna scomparve. La notte e il silenzio sono venuti da me per dirmi:
- Che ne hai fatto di lui?
Agota Kristof, Ieri
.

Nota. Nella foto il porto di Palmi (Calabria).

0 commenti:

Posta un commento