racconti per nisida


Certo loro, le storie difficili le hanno vissute con tanta fatica, pagando di persona, e forse è importante capire che c’è dell’altro. Che ci sono altre possibilità. Un ventaglio di strade nuove, di destini diversi, di tempi rinnovati da inventare, da capire. Forse per questo è giusto offrire loro un libro di storie vicine, varie nei ritmi, nei tagli nei generi, nei contenuti.

Le parole di Dacia Maraini aprono l’antologia “Racconti per Nisida (pubblicato da Guida editore),
L’antologia è dedicata a Roberto Dinacci (che molto ha amato Nisida e i suoi ragazzi) ed è stata realizzata nell’ambito del progetto “Nisida come parco letterario”, che vede da anni impegnati l’Istituto penale minorile di Nisida e la scuola media “Sogliano” di Napoli . Ma al progetto hanno partecipato anche la scuola media “Michelangelo” e la V H del liceo scientifico Mercalli.
Ad aprire la raccolta “2032” di Riccardo Brun, praticamente a chiudere “L’isola di che si capò di viaggiare” di Patrizia Rinaldi. Come ormai saprete due amici e scrittori che ti mettono di fronte alla realtà, quella della cronaca come quella dei sentimenti, senza fare sconti. Ma sono tanti i racconti, come “La parabola del cerchio” di Benedetta de Falco o “Ritornare ogni notte” di Maurizio De Giovanni, “Io non so nuotare” di Mario Gelardi.
Racconti sull’isola, sui ragazzi, sulla criminalità giovanile, sulla voglia di libertà, sulla solitudine, sul coraggio, l’amicizia e sui sogni. Monologhi, confessioni, epistolari. I racconti sono nati da mesi di incontri tra i quindici gli autori e i ragazzi di Nisida.
A chiudere l’antologia la storia, in versi, della “Dama Nisida”, di Maria Franco, vero cuore pulsante del progetto.
In copertina un disegno di Cecilia Latella.
L’antologia è fuori commercio. Io l’ho avuta in dono. Grazie a tutti gli autori per il coraggio, la costanza, la passione e per i loro quindici racconti sospesi tra terra e mare.

1 Comment
  • Cesira Sinibaldi
    Mag 2,2010 at 12:41

    Anch’io l’ho avuto in dono questo bel libro di racconti. L’ho letto e, da pochissimo, riletto, come mi accade di fare quando non mi stacco facilmente dalle trame, dai luoghi, dall’affabulazione…Sapere poi del progetto, dello sviluppo dei fatti, dei contatti continui con i ragazzi, della capacità degli autori di elaborare il tutto senza inutile retorica, traducendo, ognuno a suo modo, le conoscenze e le esperienze in letteratura, beh, tutto questo è un valore aggiunto per il lettore. Ma si intende, al di sopra, una energia incredibile mai minimamente ostentata… e una fede, che hanno un nome, quello di Maria Franco.

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