Leggo in Ansa e riporto:

LIBRO DEL GIORNO: MALANOVA, LA RAGAZZA DENUNCIO’ BRANCO/ANSA LA VERA STORIA DI ANNA MARIA SCARFO’ DI SAN MARTINO TAURIANOVA (di Alessandra Magliaro) (ANSA) – ROMA, 8 OTT – ANNA MARIA SCARFO’ CON CRISTINA ZAGARIA ‘MALANOVA’ (SPERLING & KUPFER PP 194 EURO 17,00)
Ci sono storie che non vorresti leggere, soprattutto sapendo che non è fiction, ma che si scrivono perchè nessuno dovrebbe viverle. Così è la storia di Anna Maria, cui il branco ha rubato, quando aveva solo 13 anni, la vita. Ma lei con una grande forza è riuscita a sopravvivere. Certo, non a vivere.
Forse per questo ha accettato di scrivere con la giornalista e scrittrice Cristina Zagaria, la sua terribile esperienza, un modo per tornare a vivere.
Anna Maria Scarfò oggi ha 24 anni: a fine giugno di quest’anno ha accettato di scomparire, vivere sotto protezione in un altro luogo, dopo otto anni dalla denuncia e da quattro processi che hanno condannato con sentenza passata in giudicato per abusi sessuali sei uomini (e altri sei ancora in attesa di sentenza). In questi anni è vissuta sotto scorta perchè dal giorno della denuncia le minacce pesantissime a lei e alla sua famiglia non sono mai venute meno. Così, dopo aver detto basta al branco che in una casa di campagna tra i campi di mandarini e di ulivi di San Martino di Taurianova in Calabria, l’ha violentata per tre anni, ha detto basta una seconda volta, questa volta al suo paese. “Non fuggo. Vado via per tornare quando sarò più forte. Non mi arrendo” ha detto alla madre salutandola la mattina del 15 luglio scorso mentre l’auto dei carabinieri l’aspettava in cortile e lei con uno sguardo doveva portarsi via la sua casa, la stanza con i due lettini, la sorella piccola Aurora che l’ha aiutata a sopravvivere in questi anni, i peluche rimasti in cantina perchè lei bambina non lo è più da quella prima violenza, il ricamo mai finito, il completo mai indossato. Anna Maria Scarfò, è stata la prima, in base alla recentissima legge sullo stalking ad avere avuto la protezione dello Stato con una scorta. Lei però per anni non è uscita di casa, è ingrassata 20 chili, ha odiato il suo corpo violato, ha pensato di essere lei quella sbagliata, si è sentita in colpa verso la sua famiglia per una vita distrutta anche a loro, al padre che raccoglieva mandarini a Rosarno e si arrangiava come meccanico e che ora, al padre della puttana di San Martino di Taurianova, nessuno vuole portare più la macchina. Dalla sua ha avuto i carabinieri che le hanno creduto subito e l’avvocatessa Rosalba Sciarrone, e per fortuna anche la sua famiglia.
Il paese invece non ha sopportato i riflettori per i vicoli, l’attenzione dei media: è sceso in piazza, una fiaccolata silenziosa ‘no alla violenza’, ma non tutti erano dalla parte di Anna Maria, Malanova, come dice il titolo del libro, portatrice di sventure nel paese, una che “se l’è cercata” e ha sfidato l’omertà.
Le parole, ‘troia’, ‘puttana’, s’infilavano tra i muri, dentro i coppi, dentro le persiane della casa in cui lei si è per anni dopo le denunce, murata via, e poi le telefonate, nel cuore della notte, volgarità urlate ad una bambina felice di innamorarsi a 13 anni di un ragazzo che diceva di volerla sposare ed è finita stuprata da un branco. Non è una storia antica. (ANSA).

MA/VL
08-OTT-10 11:02 NNNN

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