
Benedetta Palmieri è apparsa all'orizzonte nella sua isola preferita, a Stromboli. Mi ha fatto leggere delle cose. Ci siamo parlati. Io credo che ci sia stata una sorta di inevitabilità. Benedetta è una ragazza che apparentemente ti rovescia addosso chili di dubbi, è tutto un vorticare, uno stornire di incertezze. E guarda un po’ quando mi manda il suo manoscritto è un manoscritto sull’unica cosa certa, la morte. E a quel punto che ho capito che a quelle incertezze non dovevo credere più, che Benedetta è un interessante teatro quello delle incertezze. Certo quello che uno dice di essere è importante. Ma non è tutto quello che siamo.Con i “Fenueracconti” Benedetta ci accompagna dentro un mondo in cui scopriamo un dettaglio di modalità, di comportamenti, di spinte che rivelano una grandezza interiore. Siamo di fronte a una certezza: si parla di morte e di funerali, ma la cosa importante è che Benedetta via via che la lettura va avanti comincia una danza. Non a caso nel medioevo tutto ciò che riguardava la morte era legato alla muscia. Ed ecco una danza con leggera come un walzer, turgida come un tango, delicata come una danza classica ...e nell’intrecciarsi di questi passi Benedetta va a cercare sempre l’intercapedine, il momento tra il morire e tutti i riti. C’è un racconto per esempio incentrato sulla burocrazia da assolvere, con il defunto che rimane a metà strada tra un mondo e l'altro.
La morte protagonista quindi, ma ad ogni riga Benedetta ci ricorda anche che quello che viene prima è determinante. Il ballo della morte trae forza dalla pienezza del vivere.. e questa è anche Benedetta ...
Alberto Rollo presenta Benedetta Palmieri alla Feltrinelli di Napoli.
La Tata










1 commenti:
Allora da abbinare alla lettura i CD dei Dance with Deads, le musiche del medioevo dedicate alla morte.
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