per mano mia, il Natale del commissario ricciardi


Come è cambiata la mia vita? Oggi nel mettere una firma al lavoro ho scritto "Maurizio De Giovanni con simpatia".Scherza Maurizio De Giovanni, visibilmente emozionato dietro il tavolo rosso della Feltrinelli di piazza dei Martiri a Napoli. Oggi esce in tutte le librerie il primo capitolo del nuovo commissario Ricciardi, che da Fandango cambia casa e sbarca ad Einaudi, passando dalla quadrilogia delle stagioni a quella delle festività. Il nuovo libro si intitola appunto. Per Mano mia, il Natale del commissario Ricciardi.
La sala è piena. Anzi di più. Oggi è il gran debutto e Napoli e la sua città.Ci sono tanti amici, ma anche lettori affezionati, come una ragazza arrivata in treno da Latina e che si è portata dietro l’opera omnia di De Giovanni e il fidanzato: “Io però dovevo conoscere lo scrittore che mi ha regalato Ricciardi”, sussurra la giovane lettrice. Tra il pubblico la inseparabile moglie Paola e tante donne. Sì, il commissario napoletano e il suo autore piacciono molto alle donne, anche perché tra le pieghe del racconto giallo c’è una sottile, mai espressa ma avvincente, storia dalle tinte rosa, che solletica la curiosità e l’affezione femminile.
Il caldo toglie il respiro, ma nessuno si muove. C’è gente accoccolata addirittura sulle scale.
Le giornaliste di due tv locali scalpitano per intervistare “l’autore”. I fotografi si contendono il suo primo piano. E intanto Maurizio calmo, con la sua voce roca, incanta con la sua semplicità: «Le storie di Ricciardi funzionano come un paese di villeggiatura...è come quando torni dopo un anno nel luogo di villeggiatura estivo, l’isola o il paese in cui vai ogni estate e ritrovi un po' tutti. All’inizio ti sembrano tutti cambiati e un po’ distanti, ma poi basta poco e torna la familiarità e l’intimità. Rosaria, Alan, Michele, Antonio... Stefania: ci sono tante persone che durante la fase di scrittura e anche dopo mi aiutano molto. Ricciardi è diventato di famiglia. Io spero di essere all'altezza. Una signora stamattina chiedendomi l’autografo mi ha quasi minacciato: “Abbiamo grandi aspettative, sa”. E speriamo signora, speriamo bene».
Le letture di Rosaria de Cicco e Alan De Luca inchiodano il pubblico. Accanto a Maurizio sono seduti (a mo di angeli, visto che si parla di presepe) due amici storici, che lo hanno accompagnato dalla prima uscita, Aldo Putignano e Marco Lombardi. E lui gli amici li ha voluti accanto anche nel grande giorno, come se tutto fosse normale, come se nulla fosse cambiato. E questa è la sua forza, la forza della scrittura di un uomo autentico.
«Sono uno scrittore napoletano- risponde alle domande Maurizio - Napoli contrariamente a qualsiasi altra ambientazione, non si sta, non accetta di fare il palcoscenico su cui la gente cammina, diventa personaggio e lo diventa proprio durante le feste. Quella di “Per mano mia” è una Napoli perenne e attualissima. Raccontare Napoli è impossibile senza immergersi nella città e nei suoi riti e questo mi piace. Sono innamorato della mia città, ma proprio perché la amo vedo anche i suoi enormi difetti. E Napoli mi fa rabbia e Napoli mi rende orgoglioso, perché qualcosa da dire accidenti ce l'abbiamo. La Napoli che racconto è una Napoli povera disperata che però qualcosa da dire ha. Io senza Napoli non saprei scrivere» .

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