Undicesimo comandamento. Uccidi chi non ti ama


Dieci sono i comandamenti che abbiamo imparato al catechismo da bambini. Dieci come le dita di una mano.
Ma la vita lenta e paziente ti insegna che con due mani non riesci ad afferrare, fermare, controllare tutto. Ti manca sempre qualcosa. Serve sempre un coraggio diverso, che devi cercare. Un coraggio che non sempre è giusto, ma che a volte può essere l'unico possibile. E anche i comandamenti non bastano: "Undicesimo comandamento: Uccidi chi non ti ama".
Trovo il titolo favoloso.
Ho appena finito di leggere il nuovo romanzo di Elena Mearini, edito da PerdisaPop.
Mi sono arrivate le bozze via mail. Credo che sarà in libreria a giorni. 124 pagine in cui un unico grumo di dolore frana e dilaga. Con frasi forti nella loro rapidità e una prosa che diventa poesia e parole che vivono di immagini la Mearini affronta un argomento a me caro, quello della violenza sulla donna. Per esperienza so quanto sia difficile accostarsi a questo tema. Quanto sia difficile scrivere libri come questo e quanto sia difficile leggerli.

La storia di Serena è un incanto perfetto (come può esserlo geenna in terra) di violenza che diventa dolore, solitudine che muta in forza. I toni non eccedono mai verso lo scabroso, la narrazione è un cammino unico di "spine e di piaghe", un cammino che frana passo dopo passo e nello stesso tempo, parola dopo parola, genera forza, forza nella protagonista e forza in chi legge.
Quella di Serena è una storia come tante e come troppe. È una storia di violenza domestica, in cui lui la chiama "Amore mio"...la chiama "la mia signora" e alla fine rimane solo il "mio", il possesso brutale e animale. Lui la prende, lui la ama e la vuole, lui la deve lavare, per purificarla degli attimi passati lontani, lui la picchia e poi dolce la accarezza. "Ghiaccio. Ci vuole ghiaccio su quei lividi. Non ti si può guardare. Amore".
In questa storia anche le rose diventano "gambi strizzati nel laccio, petali spalancati, grazia da crocifissione". E' una continua alternanza di violenza-perdono, dolore-perdono. Vittima e carnefice nella quotidianità domestica tra cene frugali e timballi di pasta venuti male, si alternano lui chiede perdono lei lo concede e ogni volta il perdono alimenta la violenza. Fino a quando qualcosa si rompe e ...i comandamenti diventano undici. Le dieci dita di una mano trovano la forza di fare quello che non avrebbero mai pensato di fare...quello che non è giusto fare...ma è l'unico coraggio che rimane...

Tempo massimo di lettura: tre ore. Quando inizi, devi arrivare all’ultima riga. E quando chiudi il libro anche tu sai che non potrai più sperare in una “fuga facile”.



* Foto di Sergio Ceglio.

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