le felicità consumate

La felicità si può consumare, sprecare, perdere? Non ci avevo mai pensato. E’ la domanda nascosta e indagata nei quattro racconti di un’amica di Voltapagina, Patrizia Rinaldi.

La felictà si può consumare in un amore non vissuto, la perfetta esecuzione (e per pefetta intendo perfetta oltre i limiti umani) di un brano alla tromba davanti a una sala vuota, i ricordi che ritornano in una crema di conservanti, una partita di calcio e un amore adolescenziale.
La felicità si può consumare, come le parole si possono annusare, come i figli che diventano un esercito dell’improvvisazione, come i libri che si cominciano a leggere dalla fine e se non portano da nessuna parte si poccono chiudere senza troppe storie.

Il nuovo libro di Patrizia Rinaldi, Le felicità consumate” è pubblicato nella collana “leggere veloce” di Centoautori.

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