a pranzo

In osteria. Due tavoli da due paralleli. Una donna è seduta al tavolo di sinistra e ha scelto il posto che dà le spalle alla sala. Guarda il muro. Mi siedo nel tavolo di destra e scelgo il posto diametralmente opposto, per guardare la sala e tenere il muro saldo alle spalle. La donna giocherella con un pacchetto di sigarette, continua tentazione.
Anche io ho la mia distrazione, il mio libro del pranzo: “Una rosa per Emily” di William Faulkner.
Lo spazio è ristretto e i tavoli sono molto vicini. Abbiamo scambiato un sorriso e cerchiamo di non risturbarci.
Arriva l’oste: “Ecco la giornalista deve tenere tutto sotto controllo, la psicanalista cerca rifugio nell’anonimato”. Solleviamo la testa e ci guardiamo. Io , la donna, l’oste. Il nostro silenzioso equilibrio è stato svelato.
Facciamo le nostre ordinazioni. Mi confondo, sbaglio mi correggo. L’oste mi riprende, scherzando. Quando l'uomo va via la donna mi guarda: “Come faremmo senza le scelte sbagliate”. E poi esce a fumare finalmente una sigaretta.

2 commenti:

25/11/11 17:42 G. ha detto...

ma quando raccoglierai tutti questi frammenti narrativi in un volume?

28/11/11 10:22 AngoloNero ha detto...

...e come faremmo senza la possibilità di correggere le scelte sbagliate, soprattutto :)
Bentrovata :)

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