Federì


La guerra no. E’ sincera la guerra, dolze amanza: non trase per le finestre de lo palazzo. Si cocca per terra nel fango e dal pantano è sporcata. E’ rea di conquiste e pena. E’ ismarrita la vita dove non c’è battaglia di spade: il tradimento non si mostra vigliacco, ma striscia con i panni della festa.
Il tradimento di un figlio.
Quando mio figlio mi tradì, per la sembianza certa di alcune sue ragioni giuste, allora sì che avrei fatto Crociate. Avrei incendiato uomini e libri d’oriente, altro che Crociata degli Scomunicati senza sangue, avrei ucciso eccome. Avrei offeso eccome. Avrei torturato Averroè senza cura di filosofia, avrei calpestato con zoccoli di cavallo ogni canzone e rima.
Avrei pianto
.
Federì, di Patrizia Rinaldi.

Federico II di Svevia e Fulgezia, sua immaginata governante bambina, si incontrano al di là della morte e si confrontano in un racconto a due che spazia dalla strategia della Crociata senza sangue alla violenza subita da Fulgezia nelle terre vicine al castello. Venerdì 16 e sabato 17 dicembre alle 17,30, in via Annunziata 3, va in scena “Federì, ovvero le storie sono delle femmine con la bocca aperta”. Il testo firmato da Patrizia Rinaldi è interpretato da Tina Femiano e Rosario Sparno. Lavoro a cura di Carmen Femiano. La narrazione dei due protagonisti non riguarda solo vicende a loro contemporanee. Il tempo dell’oltretomba permette sguardi su un eterno presente.
Prima della rappresentazione (alle 17) sarà possibile visitare la ruota degli Esposti.

1 commenti:

28/12/11 06:51 rado ceramica ha detto...

Effort, Ernte erwartet

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