mercoledì 21 dicembre 2011
liberi i marinai della savina caylyn
Sono liberi i marinai italiani della Savina Caylyn?
La prima agenzia è delle 14:33
**FLASH - PIRATI: LIBERATA NAVE 'SAVINA CAYLYN', SEQUESTRATA A FEBBRAIO- FLASH** =
La mia collega Irene de Arcangelis segue la vicenda dallo scorso febbraio, da quando la nave è stata rapita dai pirati in acque somale. Ventidue uomini di equipaggio, tra cui cinque marinai italiani(la nave è della compagnia napoletana Fratelli D’Amato): Giuseppe Lubrano Lavadera - comandante della nave - e Crescenzo Guardascione, di Procida; Gianmaria Cesaro di Sorrento; Antonio Verrecchia di Gaeta; Eugenio Bon di Trieste. Dieci mesi e 18 giorni di paura, con notizie scarse, foto drammatiche dei marinaiprigionieri e nessuna certezza.
Sono le 15, quando dopo le prime agenzie, la notizia della liberazione arriva ufficialmente in redazione. Irene chiama d’istinto il comandante Giuseppe Lubrano Lavadera. Sono mesi che Irene fa da intermediario con la famiglia, chiamando sul cellulare satellitare del comandante.
Le prime due telefonate però vanno a vuoto.
La prima volta risponde un uomo. Parla inglese e dall'accento si sente che è straniero.
La seconda volta: nuova voce maschile. Parla sempre inglese. Irene riconosce la voce di Lubrano. Gli parla in italiano, ma lui risponde ostinatamente in inglese e chiude la comunicazione.
L'impressione è che ci sia qualcuno che lo controlli, che non possa parlare.
Irene non si arrende. Decidiamo di registrare la telefonata. Sul mio Ipad scarichiamo un programma per registrare e impostiamo il telefono sul vivavoce. Ci prepariamo le domande. Aspettiamo mezz'ora e ci riproviamo. Mi appassiono. Le agenzie continuano a ripetere che i marinai della Savina Caylyn sono liberi, che è stato pagato un riscatto. Ma i familiari a Procida tacciono, tace la Farnesina e neanche l’armatore parla. Sulla nave sta accadendo qualcosa. Perché il capitano al telefono non parla in italiano?
Vogliamo capire che sta accadendo.
Sono le 17.58. L’Ipad pronto a registrare. Chiudiamo tutte le porte della stanza e telefoniamo alla Savina Caylyn per la terza volta. Scattano le 17.59, risponde Lubrano:
Ecco l’intervista in esclusiva:
Sono liberi. Ma come dice il capitano “ci troviamo in una situazione di stallo”. In sottofondo si sentono voci. C'è tensione. Paura. Incertezza. Bisogna ancora aspettare e sperare. Almeno 48 ore di attesa, da quanto si capisce. Il comandante dice una frase che mi colpisce. A Irene dice : "lo so che lei ci ci ha aiutato tanto". È raro, ma a volte a migliaia di chilometri di distanza, senza conoscersi due persone possono aiutarsi...un giornalista, con il suo lavoro, può diventare un punto di riferimento per chi è lontano dal suo paese, e dalla sua famiglia. Mi sono commossa. Poche parole. Ma quanta forza. E come dice Lubrano Lavadera ora “crepi il lupo”. Sì capitano, crepi il lupo, vi aspettiamo per Natale...a casa.
La prima agenzia è delle 14:33
**FLASH - PIRATI: LIBERATA NAVE 'SAVINA CAYLYN', SEQUESTRATA A FEBBRAIO- FLASH** =
La mia collega Irene de Arcangelis segue la vicenda dallo scorso febbraio, da quando la nave è stata rapita dai pirati in acque somale. Ventidue uomini di equipaggio, tra cui cinque marinai italiani(la nave è della compagnia napoletana Fratelli D’Amato): Giuseppe Lubrano Lavadera - comandante della nave - e Crescenzo Guardascione, di Procida; Gianmaria Cesaro di Sorrento; Antonio Verrecchia di Gaeta; Eugenio Bon di Trieste. Dieci mesi e 18 giorni di paura, con notizie scarse, foto drammatiche dei marinaiprigionieri e nessuna certezza.
Sono le 15, quando dopo le prime agenzie, la notizia della liberazione arriva ufficialmente in redazione. Irene chiama d’istinto il comandante Giuseppe Lubrano Lavadera. Sono mesi che Irene fa da intermediario con la famiglia, chiamando sul cellulare satellitare del comandante.
Le prime due telefonate però vanno a vuoto.
La prima volta risponde un uomo. Parla inglese e dall'accento si sente che è straniero.
La seconda volta: nuova voce maschile. Parla sempre inglese. Irene riconosce la voce di Lubrano. Gli parla in italiano, ma lui risponde ostinatamente in inglese e chiude la comunicazione.
L'impressione è che ci sia qualcuno che lo controlli, che non possa parlare.
Irene non si arrende. Decidiamo di registrare la telefonata. Sul mio Ipad scarichiamo un programma per registrare e impostiamo il telefono sul vivavoce. Ci prepariamo le domande. Aspettiamo mezz'ora e ci riproviamo. Mi appassiono. Le agenzie continuano a ripetere che i marinai della Savina Caylyn sono liberi, che è stato pagato un riscatto. Ma i familiari a Procida tacciono, tace la Farnesina e neanche l’armatore parla. Sulla nave sta accadendo qualcosa. Perché il capitano al telefono non parla in italiano?
Vogliamo capire che sta accadendo.
Sono le 17.58. L’Ipad pronto a registrare. Chiudiamo tutte le porte della stanza e telefoniamo alla Savina Caylyn per la terza volta. Scattano le 17.59, risponde Lubrano:
Ecco l’intervista in esclusiva:
Sono liberi. Ma come dice il capitano “ci troviamo in una situazione di stallo”. In sottofondo si sentono voci. C'è tensione. Paura. Incertezza. Bisogna ancora aspettare e sperare. Almeno 48 ore di attesa, da quanto si capisce. Il comandante dice una frase che mi colpisce. A Irene dice : "lo so che lei ci ci ha aiutato tanto". È raro, ma a volte a migliaia di chilometri di distanza, senza conoscersi due persone possono aiutarsi...un giornalista, con il suo lavoro, può diventare un punto di riferimento per chi è lontano dal suo paese, e dalla sua famiglia. Mi sono commossa. Poche parole. Ma quanta forza. E come dice Lubrano Lavadera ora “crepi il lupo”. Sì capitano, crepi il lupo, vi aspettiamo per Natale...a casa.
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Commenti sul post
La Tata










1 commenti:
Als das Leben, sowie harte Leben zu genie?en, jetzt genie?en
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