Buzzati, ma scrive gialli?

"Scusi, le posso chiedere un piacere, insolito?"
Entro in un bar dall'aria molto parigina, che ha appena aperto vicino alla mia redazione. Il barista mi guarda di striscio, sono le tre del pomeriggio. Orario tranquillo.
"Dica" e solleva lo sguardo dal bancone.
"Posso fare una fotografia di questo libro tra le bottiglie dietro il bancone?", chiedo.
"Una foto del libro, proprio di quel libro?". Ora mi fissa,
"Sì. grazie". Per evitare troppe domande veloce poggio il libro tra le bottiglie di Martini e scatto.
"Grazie, è stato gentilissimo". Sorrido.
"Scusi ma me lo dice, perché ha fatto questa foto". Davvero non trova una logica.
"Certo. Perchè oggi è il quarantesimo anniversario della morte di Dino Buzzati ...e...."
"Dino Buzzanca?", mi interrompe.
"Buzzati", io
"Buzzanti", lui.
"Buzzati", io
"Muah, io non l'ho mai sentito, ma è uno nuovo?", lui.
"No è morto da quarant'anni", io.
"No, è che io ho studiato, tengo il diploma e a scuola di questo Buzzanti... Buzzati, non ci hanno mai parlato. Ma proprio mai. Ma ha scritto parecchi libri o solo uno?".
"Abbastanza. Era anche un giornalista....", non so più che rispondere.
"Ah scrive gialli". Il barista si illumina.
"Bhè, non proprio...". Quasi quasi gli regalo il libro, penso.
"Scusi, ma lei perchè sto Buzzanti...Buzzati, lo fotografa proprio tra le bottiglie di Martini". E la domanda è lecita.
"Perchè ho un blog, oggi è il quarantesimo anniversario della morte...e mi piace fotografare i libri nei posti dove non dovrebbero essere, dove nessuno li andrebbe a cercare, anche a Buzzati piacerebbe...".
"Ah....vuole un Martini?". Ora il barista crede di aver capito.
"No, grazie del piacere e mi scusi ancora". Fuggo via, tenendo stretto al petto i miei Sessanta racconti".

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