Stavolta vorrei parlare soltanto delle donne della Lega nazionale per la democrazia (il partito di Suu Kyi, ndr). Se dovessi scegliere fra giovani e bambini, punterei i riflettori sulle donne perché nel nostro Paese gran parte di loro è dotata di profondo acume e intelligenza. Per lunghi anni – circa vent´anni – ho potuto contare sull´enorme sostegno, sull´incoraggiamento, sull´aiuto da parte di tutte le donne che erano attorno a me. Molte anziane ottantenni o novantenni, ma anche adolescenti giovani e carine, e perfino bambine, si sono fatte sentire, alzando la voce attraverso l´intero Paese.
Tra loro ci sono alcune donne che fanno lavori molto pesanti: riparano il ciglio della strada, e il pensiero mi rattrista per la terribile fatica cui esse sono sottoposte quando devono rompere le pietre, trasportare massi enormi. Le vedo da quarant´anni lungo le strade di collina e di montagna, divise in diversi gruppi, e per la maggioranza appartengono alle etnie delle montagne. Lo sforzo fisico, l´esposizione continua al sole e al vento, provocano un invecchiamento precoce sia della loro pelle e sia del corpo.
Ho impressa negli occhi l´immagine, indimenticabile, di una bambina: era inverno, il freddo era intenso, e lei aveva le guance arrossate, e sotto le sopracciglia bellissimi occhi come piccoli fiori. Giocava di fianco alla madre, che lavorava riparando il ciglio della strada, e la povere e la terra le entravano in bocca. Non riesco a non pensare sempre a loro, con un profondo senso di desolazione.
Tengo nella mente il profilo di quella mamma: quando lavora in quel modo, quando spacca le pietre, è come se creasse – se plasmasse – la propria vita. Ovunque io incontri queste donne, provo gli stessi sentimenti.
Quelle lavoratrici indossano camice a maniche lunghe, e si riparano dal sole, cercando proteggere la propria bellezza. Si spalmano sulla faccia anche la tanaka (la crema di una pianta curativa della pelle usata da secoli in Birmania, ndr), poi avvolgono un tessuto sul viso, e sulla testa calcano un cappello. Tutto questo impegno nel salvaguardare la loro bellezza mi sorprende ancora di più. Infatti, nonostante la loro vita e il loro lavoro siano obiettivamente difficili, quelle donne sembrano davvero felici e attive. E tutto ciò è incredibile, straordinario.
Al mio arrivo all´aeroporto di Myeik, in un edificio in ristrutturazione, vedo due donne che mi vengono felicemente incontro: mi abbracciano e mi baciano. Mi danno una forza immensa. Nel nostro Paese, le donne sono fra gli strati più poveri della popolazione, massacrate dal lavoro; eppure hanno una mente davvero preziosa e forte. Per tutto questo è facile capire quanto il nostro gruppo di donne abbia un valore davvero fondamentale.
Affido queste mie parole scritte perché siano pubblicato dopo le elezioni. E attraverso questi miei appunti, voglio ringraziare ancora una volta tutta la gente, di tante diverse provenienze e estrazioni: tutti coloro che mi sostengono e mi incoraggiano, anche gli anziani, i giovani, e persino i neonati. A tutti, grazie. Grazie davvero.

Il testo di Aung San Suu Kyi è stato scritto per D. Wave, Democracy Wave, la rivista della Lega nazionale
per la democrazia:
il partito di Suu Kyi

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