E’ stata Denise a riconoscere i pochi, piccoli oggetti accanto a un corpo carbonizzato abbandonato e ritrovato nelle campagne della Brianza. A volte il destino gioca con le date. Lea Garofalo scompare il 24 novembre 2009. Tre anni dopo, e una manciata di giorni in meno, gli investigatori ritrovano un corpo carbonizzato (Lea non sarebbe stata sciolta nell’acido). Salvata dalle fiamme una collana, che sarebbe di Lea. A riconoscerla sua figlia, Denise, diventata il testimone chiave nel processo contro il padre e altri cinque imputati (tutti condannati all’ergastolo lo scorso marzo). Ora sarà l’esame del dna a stabilire se quel corpo è davvero di Lea Garofalo. Se quella collana non è stata sistemata lì ad arte. E intanto Denise continua la sua battaglia e vive e piange e ora forse avrà anche un corpo, una tomba, un ricordo fatto di cenere e ingiustizia per continuare ad andare avanti.
Intanto  sabato, a un anno esatto dalla sua scomparsa, i ragazzi e le ragazze di Libera  (alle 14.30) pianteranno  un albero per Lea all’Arco della Pace, in corso Sempione, dove Lea è scomparsa per sempre. 

Comments

comments