Billa, ha circa 12 anni, vive sul pianeta Bolla e ha sempre studiato la Terra sui libri di scuola le viagra pour homme. Ma ora è troppo curiosa, vuole andare a visitare il pianeta Terra e così, accompagnata dal suo gattino, Bollicino, parte. La sua navicella dopo 4 giorni di viaggio, atterra nel retro del cortile di un appartamento di Taranto, in Italia.
Bollicino, che aveva il pelo dei colori dell’arcobaleno, appena mette le zampe sulla terra diventa tutto grigio.
Billa incontra Sara. Le due bimbe diventano amiche e vanno alla scoperta di Taranto.
Sara spiega a Billa che gli adulti sulla Terra sono rassegnati e che non difendono l’ambiente. E quando le due bimbe si trovano di fronte alla città dei 256 camini,lL’Ilva, Sara  cerca di fare capire alla nuova amichetta perché la grande fabbrica continua a produrre anche se fa tanto male all’ambiente e agli uomini:

“Billa, sono tantissime le persone che ci lavorano e che altrimenti non saprebbero cosa fare. e poi sono anni che tutti chiedono che l’Ilva chiuda, ma la decisione spetta a chi gestisce quel brutto mostro che fa solo fumo e ai politici che spesso non ascoltano i problemi dei cittadini pensando solo ai loro interessi. Tutti vogliono che l’Ilva chiuda, ma come accade spesso anche nelle favole, alla fine sono i più deboli a pagare le conseguenze dei più forti, che sono forti perché più ricchi ed egoisti”.
Ma Billa si ribella: “Ma…non è vero…nelle favole i più deboli vincono sempre”

Come finirà l’avventura di Billa? La storia di Taranto non è certo una favola. Ce lo racconta Ilaria Cangiulli, giovane tarantina, laureata in Sociologia ed emigrata a Firenze che ha scritto “Lassù, il pianeta bolla” , edizioni Youcanprint.
Una favola da leggere ai nostri figli, magari anche sotto l’ombrellone.
Una favola per sognare e sperare e per parlare ai nostri bambini di un tema insolito, come l’inquinamento, perché prendano coscienza da piccolissimi dell’importanza di difendere il proprio presente.

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