È ripresa stamattina nella palestra del comando provinciale dei vigili del fuoco di Taranto l’udienza preliminare (davanti al gup Vilma Gilli) su #ambientesvenduto, legata all’inchiesta per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Oggi prosegue la discussione dei difensori degli imputati (sono 52 alla sbarra: 49 persone fisiche e tre società).

Il primo a prendere la parola è stato l’avvocato Antonio Raffo, che assiste con l’avvocato Michele Laforgia l’ex consulente della Procura Roberto Primerano, funzionario di Arpa Puglia giudicato con il rito abbreviato, per il quale nella scorsa udienza il pubblico ministero Mariano Buccoliero ha chiesto la condanna a otto anni di reclusione. L’imputato è accusato di falso ideologico, concorso in disastro doloso e avvelenamento di acque o sostanze alimentari. È prevista anche la discussione dei riti abbreviati di don Marco Gerardo (che fu segretario dell’ex arcivescovo di Taranto mons. Benigno Luigi Papa e risponde di favoreggiamento) e dell’ avvocato Donato Perrini (il primo legale dell’ex assessore provinciale all’Ambiente Michele Conserva, a sua volta accusato di concussione) che risponde di rivelazione di segreto d’ufficio.

Per Perrini il procuratore aggiunto Pietro Argentino ha chiesto 10 mesi di reclusione (senza attenuanti generiche).

In aula oggi ha parlato anche l’avvocato Francesco Paolo Sisto in difesa di Lorenzo Liberti (ex consulente tecnico della Procura di Taramto, che risponde tra l’altro di corruzione in atti giudiziari). Secondo l’accusa, il 26 marzo 2010 l’ex responsabile delle relazioni istituzionali del Siderurgico Girolamo Archinà consegnò a Liberti (docente universitario incaricato dalla procura di valutare le emissioni Ilva), in una stazione di servizio della A14 ad Acquaviva delle Fonti (Bari), una busta contenente la somma di 10mila euro in contanti per falsificare il contenuto di una consulenza tecnica affidatagli dalla Procura sulle emissioni di diossina dallo stabilimento siderurgico. Passaggio di busta, ha aggiunto il pm, che sarebbe stato visto chiaramente da un’addetta al bar della stazione di servizio. La difesa di Archinà ha sempre sostenuto che in quella busta ci fossero solo documenti, mentre i 10mila euro fatti prelevare dalle casse dell’Ilva sarebbero stati donati alla Curia arcivescovile di Taranto.

Ultime due arringhe della giornata quelle degli avvocati Carlo e Claudio Petrone, difensori dell’ex presidente della Provincia di Traanto Gianni Florido (ipotesi di concussione). Il resto della discussione è stato già differito al 12 maggio.

n.b. Daniela Spera è in aula e ci racconta quello che accade

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