Quando sei al Lingotto (e apri lo stand alle 10 e lo chiudi alle 23) sei in un frullatore. C’erano fiumi di persone catalizzate non sui libri, ma sui nomi, non sulla particolarità, ma sull’evento. C’erano troppi libri, buon libri e brutti libri, troppa offerta senza scelta.

Da Torino io riparto con un nuovo progetto, perché sono sempre più convinta che oggi sia utile scrivere e usare la scrittura (e quindi i libri) per indagare l’animo umano, i falsi tabù, le mode e la scrittura stessa come fanno alcuni scrittori come Elisabetta Bucciarelli, per smascherare i punti deboli della nostra società, come fa per esempio Patrick Fogli (Io sono Alfa il suo ultimo libro è l’estrema prova) oppure per rompere degli schemi e crearne di nuovi.

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Il nuovo progetto, firmato Caracò, nella collana Cosmi, si chiama Inchiostro di Puglia e nasce dal blog di Michele Galgano, un ragazzo pugliese che nella vita si occupa di numeri e non di parole. Ed è una sfida. Perché?

  • Perché non sarà distribuito dai grandi distributori
  • Non sarà venduto da nessuno store on line
  • Sarà portato “a mano” o quasi dagli stessi autori (sono 36) nelle loro librerie di riferimento. Idealmente questo libro viaggerà a bordo di un treruote, mezzo antico, lento, ma affidabile e indistruttibile. Il rapporto sarà diretto, si baserà su un patto di reciproca stima e fiducia.
  • Le librerie avranno un margine di guadagno del 40 per cento
  • È un libro scritto per i lettori abituati e quelli meno abituati, è un libro che vuole diventare strumento e mezzo per parlare di una regione amata ma anche di cose, oggetti, sentimenti amati…
  • È un libro che si presenta nella sua semplicità: non vuole essere un capolavoro, ma un buon libro, perché con i lettori meritano onestà e credo siano stanchi di esser presi in giro. Ecco questo è un libro ad “altezza” o se volete a “misura” di lettore, un libro che non si prende troppo sul serio, ma che cerca di essere onesto
  • È  un lavoro corale. Tutti gli autori hanno contribuito a renderlo unico, chi semplicemente scrivendo un racconto, chi correggendo le bozze di notte, sui treni, al lavoro, chi parlandone in giro, sui social, alle presentzioni. Tutte le librerie (partendo dalla Puglia, ma non solo) stanno facendo rete. Promotori culturali, blogger e singoli utenti stanno creando una comunità di lettori, partendo dal basso…partendo da Sud.

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A chi ovviamente si chiede: Perché tornare indietro? Perché saltare distributori e store on line? La risposta è diretta: perché il sistema è drogato, promuove libri e case editrici senza più tener conto di tre elementi

  • I libro
  • Il lettore
  • Le librerie

Tre elementi che invece sono al centro di questa operazione che viaggia a bordo di un treruote. Un’operazione che per un piccolo editore è un grande rischio “imprenditoriale”, un rischio che, però, ha senso nel momento in cui l’editore rischia insieme a lettori e librerie per promuovere: un libro.

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