Questa estate si è parlato molto dei  libri messi “all’indice” dal sindaco di Venezia. Tra questi un libro che io amo particolarmente: “Piccolo Giallo, piccolo blu” di Leo Lionni.

Ho due bimbi. Un maschio e una femmina. Stessa età. I mie figli hanno scoperto da piccolissimi  e con naturalezza il maschile e il femminile, il pisellino come papà e la farallina come mamma. Bastava andare in bagno insieme e guardarsi l’uno l’altro. E’ un vantaggio dei gemelli.

Ovviamente sono bambini e il maschile e il femminile non sono così netti, così e il maschietto quando si vuole vestire elegante mi chiede di indossare le collane, mentre la femminuccia per dimostrare di essere forte dice a tutti di essere Spideman.

E a me va benissimo così. Non mi amo i ruoli definiti, imposti e codificati e sto cercando di educare i mie figli a essere se stessi… a stare bene. E il piccolo è molto elegante e la piccola molto forte.

La scorsa settimana ho comprato finalmente “Piccolo giallo e piccolo blu”. Hanno tre anni e mezzo e sono dei buoni lettori. Era arrivato il momento.

Premetto che con i mie figli parlo di tutto, molto del mio lavoro e questo comporta per esempio parlare di morte, di persone “cattive”, di cosa combina il sindaco nella nostra città, ma anche per esempio di Ruben e delle sue due mamme. Loro mi ascoltano e fannod omande. Spesso rielaborano a modo loro le mie parole e le adattano alla loro realtà. La mamma che perde il proprio bambino in un incidente ne fa subito un altro così non si sente più sola, per esempio. O Ruben è fortunato così quando va a letto ha sempre una mamma che può leggergli una storia.

Sono bambini appunto.

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Questa premessa per dire che quando ho letto “Piccolo Giallo Piccolo Blu” non l’ho letto a due bimbi impreparati sulla realtà, ma certo non ho neanche dato una lettura “indirizzata”. L’ho letto e basta, come si fa con i libri.

Ebbene sono successe due cose inaspettate. La prima mentre leggevo loro ridevano, saltavano, si divertivano seguendo le due macchie di colore, tanto che alla fine del libro mi hanno detto: “Mamma, rileggi, vogliamo capire bene”.

Non mi era mai capitato che mi chiedessero di rileggere un libro, in genere amano sentire più storie diverse possibili.

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Alla fine della seconda lettura quando gli ho chiesto. “Vi è piaciuta questa storia?”. In coro la risposta è stata: “Moltissimo”. E io: “Perché, vi è piaciuta?” “Mamma, perché è bello abbracciarsi e finire tutti pasticciati” hanno detto ridendo e abbracciandosi.

Ecco, a volte quando noi adulti ci complichiamo la vita e creiamo e inseguiamo fantasmi che non esistono, dovremmo fermarci e sentire cosa dicono i bambini. I mie bambini in “Piccolo Giallo e Piccolo blu” hanno visto solo amore e una cosa che a loro piace moltissimo: abbracciarsi così forte da finire pasticciati l’uno nell’altro!

Mai avere paura di un libro, né di spiegare ai propri figli cosa accade… sono bambini e la loro difesa è il loro mondo. Ma se non non li prepariamo al nostro di mondo, quando diventeranno grandi davvero e si troveranno davanti a qualcosa che non capiscono ne avranno paura e non proveranno a capire, diventando così adulti deboli di un mondo senza abbracci pasticciati.

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