Attenzione che arriva l’Uomo Nero. In alternativa il Babau, il Vecchio col sacco, El Coco o Boogeyman. È declinato al maschile. Tendenzialmente oscuro, talvolta antropomorfo, capace di fare paura, se va bene rapisce la vittima per un anno intero, se va male la tiene in scacco tutto il resto dei suoi giorni. In realtà la missione dell’Uomo Nero è bloccare qualsiasi intemperanza delle bambine e dei bambini disubbidienti, soprattutto la sera, quando devono addormentarsi. Più è buio, più l’Uomo Nero funziona. Di solito si nasconde sotto il letto o dentro l’armadio e compare all’improvviso.

L’Uomo Nero è un’immagine e anche un simbolo, come tale passa velocemente dalla sua discutibile funzione pedagogica a quella metaforica, allargando il raggio di azione e amplificando i possibili significati. Di lui si sa comunque molto poco, anzi quasi niente, non ci sono sondaggi o statistiche che ne dichiarino lo stato dell’arte, è persino inutile cercare di farlo ragionare su di sé perché la non abitudine all’autocoscienza e soprattutto la mancanza di tempo hanno impedito il formarsi di una auto narrazione adeguata, non limitando però, lo storytelling. Fuori dalla metafora è chiaro che guardare i maschi e provare a ragionarci sopra, abbandonando le solite categorie antagoniste, cancellando per un istante la parola “contro”, non sia un’operazione semplice.

Questa è linizio della prefazione di Elisabetta Bucciarelli all’antologia “L’uomo nero ( edita da Caracò. Un laboratorio, più che un libro. Compagne di avventura oltre a Elisabetta Bucciarelli: Simona Giacomelli, Elena Mearini, Cira Santoro, Anna Scardovelli, Monica Stefinlongo.

Un libro che amo. A cominciare dalla copertina, disegnata da carmine Luino, racconto dei racocnti, rosa pop e  con le api Arianna e Teseo e il groviglio di sentimenti che legano uomini e donne.

Un libro nato dal confronto, che ha messo anudo tutti i nostri punti deboli ,le nsotre paure, le nostre difficoltà di confrontarci ocn gli uomini.

Un libro difficile da non far passare come un “libro femminista”, come un libro contro gli uomini. Molte le letture sbaglaite di chi lo legge frettolosamente.

“L’uomo nero”, non è un libro scritto da donne contro gli uomini. E’ un lavoro che cerca di avvicinare l’universo maschile e femminile. Sette donne hanno provato a farsi una domanda: quale uomo mi fa paura? L’uomo violento? L’eterno peter pan? L’uomo dipendente? L’uomo bugiardo? L’uomo traditore? L’uomo poetico? L’uomo innamorato del suo lavoro? L’uomo che si fa mantenere dalla moglie? L’uomo maschilista? Quale uomo?

Una volta individuato il nostro “uomo nero”, l’una con l’aiuto delle altre, ha provato a scomporlo, analizzarlo e alla fine ad amarlo.

Sì, perchè l’obiettivo era capire….era trovare il punto di rottura, per ricostruiire: uomini e donne insieme.

 

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