“Uso le ferie per aiutare i profughi”

A casa mia si cominica a parlare delle vacanze estive a gennaio. Si controllano i costi dei voli, si sceglie tutti insieme la meta, si cominciano a guardare documentari e a sperimentare la cucina del paese scelto. Le ferie sono sacre e non sono vacanze.Noi viaggiamo.

Ma proprio pensando a questo rituale della mia famiglia quando ho conosciuto Alievski Musli sono rimasta un attimo senza respiro e mi sono sentita piccola piccola.

Tutte le storie si intrecciano

La mia amica Gae, l’estate di due anni fa invece di andare in vacanza parti per il campo Profughi di Idomeni in Grecia. Ricordo che le preparai un pacco con i vestiti i miei bambini non usavano più  e alcune babole e macchineni. Al suo ritorno Gae era una donna diversa. Più forte e allo stesso tempo più vulnerabile. Sicuramente più determinata. Grazie a Gae ho conosciuto Elisa Coltro, la nipote della famosa nipote di nonna Irma, partita con lei per la Grecia. Garzie a Gae e a Elisa conosco Alievski Musli, perchè per una cacciatrice di storie tutte le storie si intrecciano.

 

L’operaio di Pesaro che crea carovane

Musli non ha 30 anni, ha un figli odi 9 anni e nella vita fa l’operaio. Una vita normale. Ma la normalità bisogna costruirla giorno per giorno. e Musli nato in macedonia e orgogliosamente Rom crede che la sua casa sia il mondo. E da tre anni ha deciso di fare qualcosa per “il mondo”. organizza carovane di ragazzi per portare aiuti ai profughi. Raccoglie gli aiuti e li porta personalmente, chi vuole lo accompagna. Gestisce tutto tramite la sua pagina Facebook, poi riempie un furgone di vestiti, medicinali, cibo, giocattoli e parte. “Se non vai sui posti non capisci davvero di cosa hanno bisogno” mi racconta. “Certo non sono ricco e ho molti giorni di ferie all’anno, ma non mi dispaice di usarli per andare ad aiutare mamme, papà, bambini in fuga da guerre non loro . La mia famiglia condivide la mia scelta di vita e mi appoggia”. Parriamo in Carovana, non ci sonosciamo, diventiamo amici strada facendo. Son oesperienze molto foti, che ti mettono a nudo e ti ricordano la fatica di essere un uomo”.

 

La nuova sfida i Musli

La nuova sfida di Musli si Chiama Chios. E’ un isolotto in Grecia sugli itinerari dei trafficanti di uomini. Con l’arrivo della bella stagione l’isoal sarà invasa da profughi afgani, siriani, curdi. e Musli è pronto a partire. Solo che per arrivare a Chios non può usare il suo furgone, ma deve partire in aereo. Alla carovana hanno aderito 15 persone. E ieri Musli sulla pagina facebook di “Stay Humans” la sua organizzazione senza fini di lucro ha pubblicato un appello.

Noi non possiamo aiutare tutti, ma tutti sono in grado di aiutare qualcuno”

Io anche quest’anno partirò con la mia famiglia. Ho pochissime ferie e …. e vorrei avere il coraggio, il cuore, il sorriso di Alievski. E’ poco e lo so, però darò il mio piccolo contributo e seguirò da lontano il suo viaggio per “portare speranza”, come scrive lui nel post.

Per aiutare la carovana di Musli

Per aiutare Musli nella prossima missione  umanitaria “Stay humans”:  IBAN IT 32 Y 0501 8026 000000 00245 241 oppure con PayPal a paypal.me/StayHumanOnlus

 

Leave a Comment