Crizland: tutti i miei progetti

Ogni tanto mi piace pensare che esista una terra di Criz, un mondo di Criz.

Criz è la mia sigla, scelta la prima volta che ho firmato un articolo su Repubblica. Lo ricordo ancora: era un articolo sui saldi. Lavoravo come stagista insieme a un ragazzo nella redazione di Bologna. Il mio capo affidò a lui – uomo – un servizio economico sull’aereoporto e a me -donna – un giro per negozi. Lui portò a casa solo numeri, io tante storie, volti e una legge regionale cambiata all’ultimo momento: conquistai il fogliettone di prima pagina. Da quel momento, era il 1998 , sono diventata Criz.

Criz è una cacciatrice di storie e una giornalista. Ma non solo.

Amo il lavoro di gruppo, le sfide, i progetti, gli obiettivi.

Credo che ci sia un’Italia che lavori con passione, che ami, che costruisca, che vada sempre avanti.

Credo nei sentimenti, nelle relazioni, nell’istinto.

Credo che non siamo soli e che chi si impegna riesce.

Credo nella bellezza che è intorno a noi e genera altra bellezza.

Credo nei diritti e nell’uguaglianza.

Credo nelle donne.

Credo che ogni sogno ha il diritto di essere sognato.

Credo nella diversità come occasione.

Credo nei salti, mai nel vuoto, perchè ognuno di noi ha una rete di protezione: la famiglia, la comunità in cui vive, i colleghi di lavoro, a volte un estraneo che capisce quello che fai e ti aiuta.

Credo prima nel presente e poi nel futuro.

Credo nei PROGETTI.

Grazie a Caracò editore, a Alessandro Gallo, Carmine Luino, Alessandro Pecoraro, Mario Gelardi, Maria Cristina Sarò, Ileana Bonadies e all’aiuto e all’incitamento, alla vicinanza di Elisabetta Bucciarelli è nato un progetto bellissimo: Seguilcuore, per portare i libri nelle sale d’attesa degli ospedali e non solo, con i Racconti in sala d’attesa d’attesa e le Favole in Sala d’attesa.

 

Con Michele Galgano e Giuliano Pavone abbiamo visto crescere il blog di Inchiostro di Puglia, mia amata Itaca.

Da un’idea di Elisabetta Bucciarelli è nato ancheb il laboratorio permanente de “L’uomo nero“: donne che si ocnfrontano sugli steritipi maschili cercando punti di incontro comuni. 

 

Con Giovanna e Antonio Riva, padre Antonio Loffredo Giulia Compagnone, Gina Bonsangue, Alessandra Cavazzi e tutti i bambini del Rione Sanità abbiamo scritto un libro: “I piccoli principi del Rione Sanità“.