Pubblicazioni

“Miserere: vita e morte di Armida Miserere”, edito dalla casa editrice Dario Flaccovio. Armida Miserere era una direttrice di carcere con la fama da dura. Una carriera che comincia a 28 anni, una professione che confina con la missione, ancora più difficile perché è una donna che fa un mestiere da uomini. A Parma, a Voghera, a Pianosa e infine a Sulmona, dove il 19 aprile 2003 decide di spararsi un colpo in testa. Il libro, che attinge anche da documenti inediti forniti dalla famiglia, scava a fondo nella storia della Miserere e ne ricostruisce la vita pubblica e privata. Una personalità forte, segnata da un dolore mai sopito: la morte del suo compagno Umberto Mormile, educatore del carcere di Opera, vicino Milano, barbaramente assassinato nel 1990. Il testo svela i retroscena di una esistenza vissuta sempre al massimo della tensione, e offre anche una panoramica sulla quotidianità del carcere: un altro punto di vista per comprendere i protagonisti e le comparse di stagioni criminali che vanno dal terrorismo alle guerre di mafia.Il romanzo, tratto da una storia vera (il misterioso suicidio della direttrice del carcere di Sulmona), ha vinto il premio San Valentino 2007 – città di Terni. Dalla lettura del romanzo è nato anche un film, con Valeria Golino, “Come il vento”.
Nel gennaio 2007 pubblica, con la casa editrice Dedalo, nella collana diretta da Pietro Barcellona, un saggio sugli scandali universitari degli ultimi dieci anni in Italia, dall’ultima riforma Moratti ai primi passi del governo Prodi: “Processo all’Università. Cronache dagli atenei italiani”.
L’osso di dio è quello della clavicola di Santo Panzarella, morto per lupara bianca in Calabria nel 2002. L’osso di Santo è tutto quello che dopo anni di ricerche viene ritrovato del suo corpo in riva a un fiume. Ucciso dai suoi amici e compari perchè aveva una relazione con la moglie del boss, ma, forse, anche perche` troppo coinvolto negli affari della cosca. La storia di Santo è però in realtà la storia di sua madre, Angela Donato, scappata da casa a 17 anni, per fuggire da un destino segnato. Angela conosce i meccanismi e le insidie della “famiglia” e proprio per questo, una volta sposata e madre, cercherà di proteggere la “sua” famiglia e i suoi figli da quello che sembra essere il solito unico destino possibile. Santo comincia pero` ben presto a frequentare i mafiosetti locali e in breve finisce nel loro giro sotto gli occhi impotenti di Angela. Furti d’auto, incendi di depositi, pizzo e infine, forse l’omicidio di un avvocato: l’escalation nel crimine di Santo è sempre sorvegliata dalla madre. Le cose precipitano quando Santo si innamora, ricambiato, della moglie del boss locale, mai nominata e sempre chiamata La Signora. Per via di questa relazione viene ucciso, il suo corpo viene nascosto, chissà, bruciato, fatto a pezzi. Un caso di Lupara bianca, uno dei tanti, ma il primo a essere denunciato, il primo a cui sia seguito un processo. La storia vera e dolorosa di Angela Donato, di suo figlio, della ndrangheta calabreseVincitore del premio Zocca Giovani 2008, del premio speciale Insula Romana e nella rosa dei candidati al premio noir Scerbanenco.
“Perchè no” pubblicato nel settembre 2009 è la storia di quattro adolescenti che decidono di compiere la loro prima rapina. Daniele, Francesco, Mario detto la Iena e Capa Grossa inquadrano l’obiettivo. È Adriana, loro ex maestra alle elementari, una donna di cinquant’anni che vive con il marito, operaio della Fiat di Pomigliano in cassa integrazione. Si può diventare grandi con una rapina così?
“Malanova”: una ragazza abusata due volte: la prima da un branco, la seconda dall’omertà e dalle minacce dei suoi concittadini.È primavera, a San Martino di Taurianova, in Calabria. Anna Maria ha tredici anni e si innamora per la prima volta di un ragazzo più grande. Al solo pensiero di un bacio, i brividi corrono lungo la schiena della bambina non ancora donna, che accetta di salire sull’auto del suo fidanzato. Ma quell’auto sta per condurla in un incubo. La macchina si ferma davanti a un casolare abbandonato. All’interno ci sono tre uomini. Abusano di lei. Un altro brivido, questa volta di terrore. Comincia una notte di dolore e silenzio lunga tre anni, durante i quali le saranno rubate l’adolescenza, la voglia di vivere, la dignità. Solo quando il branco, insaziabile e famelico, pretende la sorella più piccola, Anna Maria trova il coraggio di parlare. Lei che non è mai stata capace di amare se stessa, per amore denuncia il branco e i tre anni di violenza. I carabinieri e un tenace avvocato donna diventano i suoi angeli custodi, la sostengono quando denuncia i suoi aguzzini e durante i duri giorni del processo. Il giudice crede alla ragazzina e condanna i carnefici. Ma non è finita, perché il paese ha emesso una sentenza diversa. Anna Maria che ha osato svelare il branco è la Malanova, la portatrice di sventure, la puttana che “se l’è cercata” e ha infranto la regola dell’omertà. La minacciano di morte e vogliono che lasci San Martino. Lei reagisce e combatte anche questa battaglia e grazie alla nuova legge sullo stalking ottiene la protezione dello Stato: da febbraio 2010 vive sotto scorta. Malanova è stato tradotto in Germania, Francia, Grecia, Olanda, Russia.
“Non è un paese per donne”: Qual è l’immagine della donna italiana oggi? Siamo partite da questa domanda e da una data: il 13 febbraio 2011, il giorno fatidico delle piazze del “Se non ora quando?”. Quella sera abbiamo cominciato a discutere della “donna-corpo”, quella rimbalzata alle cronache per il “Rubygate”, per le escort, per le modelle prestate alla politica, donne belle a ogni costo, che usano e fanno usare il proprio corpo come merce di scambio o… passepartout per il futuro.Il libro nasce da un’idea di Cristina Zagaria e Carmen Pellegrino. Il racconto di Cristina Zagaria racconta la storia delle mamme coraggio di Boscotrecase, nel napoletano,  durante l’emergenza rifiuti.
“Veleno”:Una Erin Brockovich italiana contro la grande acciaieria che dà lavoro ma uccide. Cristina Zagaria firma un reportage sotto forma di “romanzo civile”; una narrazione di attualità su Taranto vista attraverso gli occhi di Daniela Spera, giovane chimica che per anni ha raccolto le prove del disastro ambientale e ha collaborato con la magistratura.Chi vive a Taranto è stanco di sentir parlare di Ilva, tanto nulla cambierà mai. Mezzo secolo fa la fabbrica ha strappato la città di pescatori alla povertà assicurando lavoro e benessere, e anche oggi la città di uomini pensa di non poter fare a meno della città di acciaio. Così, tutto diventa normale: la polvere nera si spazza via, il divieto di giocare nei parchi appare come una cautela eccessiva, i morti si seppelliscono. Si va avanti. È in questa Taranto malata e impotente che, nell’estate del 2009, fa ritorno Daniela Spera, dopo alcuni anni trascorsi a Parigi. Quasi per caso si imbatte nei volti di chi è stanco di contare i malati di tumore e di vedere morire, a poco a poco, la città. Inizia la sua battaglia che – al pari di Erin Brockovich, la donna che ha sfidato (e sconfitto) le multinazionali americane – la porta molto più in là di quanto avrebbe mai immaginato. La sua voce di denuncia coinvolge altre voci e da brezza diventa vento impetuoso. E nonostante la scena finale di questa storia sia ancora tutta da scrivere, grazie all’attività di Daniela e di altri che come lei non si arrendono, la “città dei 256 camini” ha oggi ritrovato una nuova consapevolezza, mentre l’Ilva è finita sul banco degli imputati. “Veleno” è il romanzo civile che racconta questa riscossa e mostra come l’ostinazione, il profondo senso di giustizia e la passione possano rendere grande chi è piccolo e annientare chi sembra immenso, invincibile, destinato a dominarci per sempre.

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Una storia vera per raccontare la storia di tutte le “regine d’Italia”, quelle donne che rispondono alla crisi inventandosi un lavoro, con il coraggio di rivoluzionare le proprie vite. Perché diventare mamma non è un punto di arrivo, è un punto di partenza, ma  spesso la nostra società non riesce a capirlo. Le donne non riescono a capirlo.Una favola moderna, scritta con la curiosità giornalistica e  arricchita da dolcissime e inedite ricette firmate da Giada Baldari.


 E-book

La tata - copertina Halyna Haran nel 2000 lascia sua figlia Elena e la sua terra, l’Ucraina, per cercare un futuro in Italia. Dopo un lungo viaggio arriva a Napoli e diventa una “tata” in una bella famiglia, con due bimbe piccole. In questa città piena di sole e così lontana dalla sua terra trova anche l’amore. Halyna a questo punto decide di non voler più essere una clandestina, vuole rispettare la legge e fa tutte le pratiche per la regolarizzazione, ma finisce in un grande equivoco, in una piega legislativa ottusa e cieca. In una notte di luglio del 2008 fa Halyna viene stanata in casa sua, come fosse un boss. Lo stato italiano la espelle.La Tata è pubblicato nel 2011 da EmmaBooks.

Copertina ebook Voci a Matera “Signorina G”, racconta la vita della moglie di Carmine giovane cassaintegrato della Fiat di Pogmigliano. Una storia vera, quortidiana di resilienza al femminile: una donna che difende la sua famiglia e i suoi sogni dalla vita stessa. Racocnto scitto per  per Voci a Matera #mt2019, antologia a più voci edita nel 2014 da EmmaBooks.
peperoni200300 Ogni sette anni le cellule del corpo umano si rinnovano completamente. Sette anni fa Angela era una donna diversa. Oggi, dopo il divorzio da Matteo, decide di lasciare Bologna, dove era fuggita inseguendo il suo sogno d’amore, e di tornare a Napoli, sua città d’origine. Da quando si è separata da Matteo Angela non è più riuscita a cucinare, perché per lei la tavola apparecchiata, come le ha insegnato sua nonna Angelina, vuol dire casa-amore-famiglia. In una società in cui bisogna correre sempre, essere produttivi, avere degli obiettivi, Angela decide di fermarsi, di concentrarsi sulla sua vita e ricostruirla con piccoli atti di amore quotidiano. La cucina sarà la sua sfida di coraggio. E il suo viaggio da Bologna a Napoli non sarà un ritorno ma un grande passo in avanti.”I Peperoni di nonna Angelina, la ricetta della pazienza”, sono editi nel luglio 2015 da Emma Books nella collana Cocktail.

Antologie

La Giusta Parte – Un magistrato napoletano, Raffaele Cantone, si sveglia in piena notte. Ha avuto un incubo, ma non ricorda quale. Si aggira da solo in casa. La sua famiglia dorme al sicuro. Con l’arrivo dell’alba e pensando alla giornata che deve affrontare e a un processo che lo riporta al punto in cui “tutto è cominciato”, l’incubo si rivela insieme alla volontà quotidiana di stare dalla parte giusta della linea. La linea è uno dei ventiquattro racconti de “La Giusta parte” (Caracò editore)
Meridione d’inchiostro – Cosa è accaduto la mattina del 20 settembre in via Ponte dei Francesi, all’ingresso di Napoli? Come è stata uccisa Teresa Buonocore, la mamma coraggio di Portici? I retroscena dell’omicidio nel racconto “Madre Giustizia”, nell’antologia Meridione di inchiostro, edizioni Stilo, a cura di Giovanni Turi, pubblicata nell’aprile 2011.
Devozione e mistero – un insolito racconto d’amore e una ricetta legata alle mie origini pugliesi: un piatto di fave e cicorie secondo le indicazioni di Nonna Tina. Il racconto è inserito nella antologia “Scrittori in Cucina”, edizioni Jar, a cura di Nadia Terranova e Francesca Bonafini, pubblicato nel dicembre 2010.

Cronaca di una vendetta
– è la storia del brigadiere Nino Marino ammazzato dalla ‘ndrangheta l’8 settembre 1990, a Bovalino Superiore. L’unica sua colpa? Faceva il suo lavoro e dava fastidio. Un’altra storia vera per il racconto inserito nell’antologia “Bersagli innocenti: chi resta vivo non tace”, a cura di Assovittime, pubblicata da Dario Flaccovio a dicembre 2009

Una vita presa di peso
– diario, confessione, racconto della vita di Assunta Legnante, campionessa italiana di lancio con il peso, originaria di Frattamaggiore. Il racconto è inserito nell’antologia a cura di Barbara Balbiano e Chiara Bertazzoni, “Lo Sport in rosa”, Giulio Perrone editore, pubblicato a marzo 2010
Tute di carta – Patrizio Cantone, 31 anni, operaio specializzato della Fiat di Pomigliano, nel gennaio 2009 lavora in una fabbrica fantasma a rischio chiusura, tra proteste e turni senza lavoro. Cantone è una delle Tute di carta nel mio racconto all’interno dell’antologia Qui si chiama Fatica. Storie, racconti e reportage dal mondo del lavoro, edito da L’ancora del Mediterraneo.
Natale Mediterraneo – Gli autori di Natale mediterraneo sono: Carmine Abate, Dora Albanese, Cosimo Argentina, Massimo Cacciapuoti, Gaetano Cappelli, Andrea Di Consoli, Lucrezia Lerro, Giuseppe Lupo, Raffaele Nigro, Mimmo Sammartino, Cristina Zagaria. Il mio racconto è “L’ultima grazia”, storia di Taranto e di un Natale in cui l’unico dio da pregare rimane il camino E312, il camino dell’Ilva (il più alto d’Europa), il camino che porta lavoro e morte.
Fiori dal cemento – Lulù, la donna albero: In una Italia che distrugge e ostacola, in un Paese in crisi, in cui i diritti diventano un lusso, Luana cerca di costruire. Lascia il Veneto, il suo passato, i lavori ad intermittenza, la fine di un matrimonio, alla volta di Correggio, e di una nuova speranza. Con lei una valigia e il figlioletto Denis. Lulù cerca il coraggio per aggredire la vita. E lo trova grazie a un’amica e grazie soprattutto a un lavoro che ama e che le restituisce la dignità dell’indipendenza.
Nessuna più – Ancora una volta in tuo respiro:La figlia di Bianca è stata ammazzata. Il suo amante l’ha colpita con un masso e l’ha gettata da una costiera. La figlia di Bianca era solo una ragazzina, che in un piccola paese del Sud cercava l’amore e l’indipendenza. La figlia di Bianca non tornerà mai più, ma sua madre vuole sentire ancora il suo respiro. Bianca, subito dopo aver perso Mary, rimane incinta. Spera di avere un’altra bambina. Ma quando scopre di aspettare un maschietto, il suo cuore vacilla e Bianca cede. L’assassino di sua figlia ha ucciso un’intera famiglia. Bianca, sola, con questo bimbo nella pancia, che si muove e scalcia, non ha il coraggio di continuare a vivere.