Ilva, politici e industriali colpevoli di disastro ambientale

La magistratura non fa distinzione. Tutti hanno contribuito al disastro ambientale. Tutti hanno avvelenato la città. Chi in nome della produzione, chi della “pace sociale” , chi per interesse politico.Il Veleno di Taranto non è l’Ilva è un sitema.Un sistema saldo e articolato. La Procura della Repubblica di Taranto oggi chiede il rinvio a giudizio per 53 persone. Spiccano i nomi di politici, c’è il governatore, il presidente della Provincia e il sindaco. Una vera cabina di regia politca. Ci sono gli industriali e i dirigenti tutto-fare. Ma come nelle peggiori favolette di malcostume italiano c’è il sacertote e c’è il poliziotto. E c’è u n”governo-ombra” di operai che non sono operai ma che all’Ilva decidono tutto e sanno tutto.Il Veleno di Taranto indossa molti panni. Ma andiamo alla cronaca. Ai dati.

La Procura della Repubblica di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale dei proprietari dell’Ilva, Emilio, Fabio e Nicola Riva, ma anche del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola  e del sindaco di Taranto, Ezio Stefano,

Al governatore Vendola è contestata la concussione verso il direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato. Vendola in accordo con Fabio Riva, proprietario della fabbrica, e l’ex responsabile delle relazioni istituzionali Girolamo Archinà ha abusato “della sua qualità di Presidente della Regione Puglia” e “mediante minaccia implicita della mancata riconferma nell’incarico” di direttore dell’Arpa Puglia, ha costretto Giorgio Assennato ad “ammorbidire” la posizione dell’agenzia regionale di protezione ambientale “nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’impianto siderurgico dell’Ilva, dandogli così la possibilità di continuare a produrre). Al sindaco Stefano, invece, è contestata l’omissione di atti d’ufficio. Il primo ha sempre detto di essere innocente e di poter dimostrare la sua buona fede. Il secondo fino all’ultimo ha negato l’evidenza.

Nel mirino della Procura anche un assessore regionale (Lorenzo Nicastro), un deputato ed ex assessore della Puglia (Nicola Fratoianni), consiglieri regionali, l’ex presidente della Provincia di Taranto Giovanni Florido,  dirigenti e funzionari ministeriali e della Regione Puglia.

Ma spulciando i 53 nomi troviamo anche c’è anche un poliziotto, un carabiniere, un sacerdote, nonchè uno stuolo di dirigenti ed ex dirigenti del Siderurgico tarantino. Tra questi figurano i cosiddetti ‘fiduciari’, cioè un gruppo di persone non alle dipendenze dirette dell’Ilva che però in fabbrica, secondo l’accusa, avrebbe costituito un ‘governo-ombra‘ che prendeva ordini dalla famiglia Riva.

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