Scelte e non quote, cominciamo da qui

Quante segretarie di partito ci sono in Italia? Quante donne ricoprono ruoli apicali nei partiti?
Cominciamo da qui.
Anzi no, azzeriamo tutto.Non é una questione di numeri.La tanto discussa Laura Boldrini, presidente della Camera, da sola sta facendo un lavoro che molti presidenti uomini non hanno mai fatto.
Ci sono grandi politiche e grandi manager che si sono conquistate la loro posizione e ci sono donne semplicemente assunte o addirittura che occupano posizioni chiave, perchè è politicamente corretto, perchè “il capo (uomo) vuole così, perchè serve una immagine al femminile per l’azienda.Non difendiamo i numeri. Non vestiamoci di bianco come novizie o come spose. Siamo la società dell’immagine dei flashmob, ma il nostro parlamento dovrebbe essere stanco delle scenette. Vestirsi di bianco per esprimere il proprio dissenso è un modo per finire sui giornali, ma vuol dire rimanere in superficie. Andiamo in profondità.
Le donne contano non perché ci  viene riservato un posto. Così come gli uomini. Si candidassero più donne e così non ci sarebbe più bisogno di quote rosa.Le donne contano quando le loro idee contano.Le donne contano quando hanno la possibilità e il tempo di far ascotlare le proprie idee (e qui non apro un capitolo infinito come quello dell’inesistenza in Italia di un welfare per le mamme e per le famiglie).

E qui cominciamo a scendere in profondità.
Perché non si candidano tante donne?
Fermatevi un attimo e pensate.

Quand’è l’ultima volta che ho votato una donna? E perché?
Cominciamo da qui.

Lasciamo ai social network il tam-tam , le chiamate a fare gruppo, gli inviti a vestirsi di bianco come in discoteca , andiamo in profondità, per capire davvero a chi serve questa battaglia sulle quote rosa (o dovrei dire bianche)…

Cominciamo dalle scelte (le nostre) e non dalle quote, che mai come questa volta sono state strumentali agli uomini…

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