Giornata mondiale del libro, una rosa per i Piccoli Principi

Ventitré aprile: è la giornata mondiale del libro. Lo scopro stamattina (lo so, uno scrittore dovrebbe saperlo, ma mi era sfuggito) andando a incontrare i ragazzi dell’Istituto Salesiani di Napoli.

 

Tutto nasce dalla leggenda di San Giorgio

La professoressa Manuela Polise ci racconta la leggenda di San Giorgio che liberò la figlia del re dal drago che assediava una piccola città in Catalogna. “San Giorgio trafisse il drago con la sua spada – ci spiega Manuela con un morbido accento spagnolo – il suo sangue invase la piazza e su quella terra nacque un roseto. Tradizione vuole che, in Spagna, il 23 aprile i ragazzi donano una rosa rossa alle ragazze in ricordo del coraggio di San Giorgio e le ragazze ricambiano con un libro, perché donare un libro è come donare un pezzo del proprio cuore”.

Ma perché la giornata mondiale del libro è il 23 aprile?

“Perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel de Cervantes, l’inglese William Shakespeare  e il peruviano Inca Garcilaso de la Vega” rivale Manuela.

Il Piccolo principe

Così oggi quando sono arrivata all’Istituto Salesiani ho trovato il mio “Piccoli Principi” circondato di rose rosse. Ma soprattutto ho trovato studenti attenti e appassionati, che mi hanno spolpata viva con le domande. E questo grazie a un professore: Michele Casella. Michele sembra un ragazzino, con la t-shirt e le Convers e gli occhiali tondi alla Harry Potter. O forse, ho pensato, a fine incontro, il professor Michele Casella è davvero un “ragazzino”, è lui il vero Piccolo principe, l’adulto che non ha perso l’entusiasmo per la vita, che riesce a coinvolgere i ragazzi perché parla la loro stessa a lingua pur non perdendo in atorevolezza (avete presnete “O capitano, mio capitano” di Walt Whitman: ecco ora potete immaginare Casella), che crede nelle passioni e nei sogni e insegna ai ragazzi a sognare e ad avere fiducia in se stessi.

Grazie

E cerco di dirlo sempre alla fine degli incontri, ma ripeterlo qui, credo sia importante. Da due anni ormai giro le scuole italiane con i mie libri. E ogni incontro è una scarica di adrenalina pura. I ragazzi sono interessati, motivati, curiosi. È una palestra continua per me. Ma questo è possibile grazie all’entusiasmo degli inseganti, grazie all’amore con cui i docenti trasmettono ai loro studenti non solo nozioni, ma passioni, come quelle per la lettura. Ogni incontro con l’autore richiede lavoro extra, ma ogni prof che ho incontrato era felice di vedere i suoi studenti amare un libro, leggerlo, analizzarlo… e ogni ora in più impegnata nella preparazione del progetto era un’ora spesa bene ( e non è scontato!). Perciò “Grazie, grazie a tutti i docenti, come Michele che continuano a guardare il mondo con gli occhi del cuore”.

 

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